Insetti, nuovi studi decisivi per il nostro domani

Chi mangia chi in natura e la riduzione della biodiversità come sta cambiando le reti alimentari?

È stato con questo obiettivo che l’Università di Turku e la Swedish University of Agricultural Sciences hanno condotto uno studio sulle libellule, piccoli insetti predatori della famiglia degli odonati.

Dalla ricerca è emerso che in una sola estate, anche in un’area limitata vicino a uno stagno, popolazioni di odonati delle dimensioni di un fiammifero catturano e mangiano centinaia di migliaia di insetti.

Lo studio si è focalizzato su quattro specie di libellule molto diffuse in Finlandia dove tra l’altro esistono 62 specie diverse di questi insetti: Enallagma cyathigerum, Coenagrion hastulatum, Coenagrion lunulatum e Coenagrion pulchellum.

Per condurre le indagini sono stati impiegati e abbinati diversi metodi scientifici. Le specie di prede catturate e mangiate dalle libellule e le loro quantità sono state identificate esaminando il DNA delle prede estratto dalle loro feci. La tecnica usata è stata quella del “metabarcoding”.

Sono state anche ottenute stime sulla presenza delle popolazioni di odonati.

“Abbiamo studiato il numero di libellule segnandole con una serie di numeri sulle ali, rilasciandole e poi catturandole di nuovo. Confrontando il numero di libellule marcate e non marcate catturate, siamo stati in grado di stimare il numero totale di individui nell’area. Il numero di insetti catturati e mangiati, invece, è stato stimato coprendo alcune aree con trappole da cova simili a tende e contando il numero di insetti che si erano accumulati su una particolare superficie “, ha spiegato Kari Kaunisto ricercatore dell’Unità per la biodiversità dell’Università di Turku, che ha guidato lo studio.

“Nell’area di 12 ettari che abbiamo studiato, le quattro specie di libellule hanno catturato e mangiato un volume di insetti di circa 900 grammi, equivalenti a circa 700.000 moscerini di medie dimensioni. Ciò equivaleva a circa l’1% della massa totale delle popolazioni di moscerini anche se l’area presa in esame ha un numero enorme di altri predatori, tra cui venti altre specie di libellule, uccelli e pipistrelli “, ha spiegato il docente di ecologia molecolare Eero Vesterinen dell’Unità per la biodiversità dell’Università di Turku, responsabile delle analisi del DNA del progetto.

Il professor Tomas Roslin dell’Università svedese ha dichiarato: “Grazie all’abbinamento di diversi metodi, questo studio è riuscito a mettere in luce l’impatto complessivo della predazione in natura, indicando con dati scientifici l’ampia gamma di insetti predati dalle libellule e il significato della predazione, in relazione sia alle singole specie di prede sia all’intera comunità”, ha dichiarato Roslin.

E a proposito di insetti, lo scorso 31 gennaio la Max Planck Society, l’Università di Lund e la Swedish University of Agricultural Sciences hanno annunciato un nuovo progetto che vedrà un gruppo di ricercatori impegnati a studiare gli effetti dei cambiamenti climatici sugli insetti e l’evoluzione delle loro interazioni. Gli studi saranno condotti nel nuovo Centro Max Planck “Next Generation Insect Chemical Ecology”.

Negli ultimi 100 anni, l’influenza delle attività umane sugli equilibri degli ecosistemi è diventata sempre più evidente. Il clima si sta riscaldando e il livello del mare è in aumento. I parassiti si stanno diffondendo in aree sempre più ampie, mentre contemporaneamente si è verificato un drastico calo della biomassa totale degli insetti ovunque in Europa. E mentre le specie di insetti impollinatori, indispensabili al nostro ecosistema, sono minacciate di estinzione, le malattie trasmesse dagli insetti sono in aumento proprio per effetto del riscaldamento globale.

Ora i ricercatori vogliono esaminare come il riscaldamento globale, il gas a effetto serra e l’inquinamento atmosferico influiscono sul sistema olfattivo degli insetti e come gli insetti si stanno adattano a questi cambiamenti nei loro habitat. Una ricerca fondamentale, anche per arginare la diffusione di tante malattie che vengono trasmesse proprio dagli insetti. Un tema  quanto mai attuale e cruciale.

Alessandra Apicella

1 Comment
  1. ammiro persone che si dedicano ad una ricerca che apparentemente risulta molto lontana dalle influenze dirette sull’uomo della strada. per me vanno sostenuti.

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