Cucina

Olio extravergine d’oliva sempre più caro, il motivo dell’aumento del prezzo non te lo aspetti

Olio extravergine
Olio extravergine d'oliva sempre più caro, il motivo dell'aumento del prezzo non te lo aspetti -ledonnedelfood.it

Il prezzo dell’olio è più che raddoppiato in pochi anni. Ma alcuni marchi restano affidabili e accessibili.

Negli ultimi cinque anni, il prezzo dell’olio extravergine di oliva è più che raddoppiato, trasformandosi da alimento base della cucina mediterranea a voce pesante nel bilancio familiare. Secondo i dati raccolti da Altroconsumo, il prezzo medio di una bottiglia da un litro ha superato i 9 euro nel 2024, con un picco del +112% rispetto al 2021. Fino a pochi anni fa si trovava a meno di 4 euro.

Le cause vanno ricercate soprattutto nella crisi produttiva dei paesi mediterranei. Italia, Spagna, Grecia e Tunisia — i principali produttori — hanno visto crollare la produzione per effetto del cambiamento climatico, delle siccità ricorrenti e delle malattie delle piante. In Italia, dove il consumo supera la produzione nazionale, le importazioni sono diventate una necessità strutturale. E il prezzo all’origine, quello che ricevono gli agricoltori, è passato in meno di tre anni da 4,5 a oltre 8 euro al litro.

Ma non finisce qui. Anche le dinamiche della distribuzione hanno avuto un peso. Gli oli a marchio del distributore, un tempo sinonimo di risparmio (come Coop, Conad, Lidl), hanno visto una riduzione dello scarto rispetto ai marchi più noti, rendendo il risparmio sempre più difficile da ottenere, anche in fase promozionale. A inizio 2024, un olio “in offerta” costa comunque più di 8 euro al litro.

Come scegliere un buon olio senza spendere troppo

In un mercato sempre più costoso, scegliere bene è diventato essenziale. La prima regola è valutare il rapporto qualità-prezzo, leggendo l’etichetta e cercando le indicazioni sulla provenienza. L’Italia garantisce spesso oli di alto livello, ma anche prodotti UE possono offrire buone prestazioni. I test di Altroconsumo dimostrano che ci sono oli di qualità buona o ottima sotto i 12 euro al litro.

Un secondo criterio è il formato della confezione: acquistare latte da 3 o 5 litri permette di abbattere il costo al litro, spesso con un risparmio del 10–15%. Utile anche tenere d’occhio le promozioni settimanali, che seppur meno vantaggiose rispetto al passato, restano comunque un’opzione praticabile.

Olio extravergine

Come scegliere un buon olio senza spendere troppo – ledonnedelfood.it

Altroconsumo ha pubblicato a ottobre 2024 un’indagine su 20 oli in vendita nella grande distribuzione. Sono stati analizzati parametri chimici come acidità e numero di perossidi, l’eventuale presenza di oli raffinati e la valutazione organolettica condotta da assaggiatori esperti. L’obiettivo era stabilire la reale qualità dei prodotti e la loro conformità alle normative europee. I risultati mostrano che anche marchi economici possono superare i test, ma con livelli qualitativi differenti.

Il migliore in assoluto è risultato De Cecco 100% italiano, con un voto di 86 su 100, seguito da Monini e Coop. Anche Bertolli, De Santis e Lidl Priamdonna sono stati giudicati buoni, con punteggi tra 68 e 75. Il prezzo per questi oli va dagli 8,89 ai 11,69 euro al litro.

Quali sono le prospettive per i prossimi mesi

Le previsioni per la campagna olearia 2024/2025 restano incerte. La Spagna, principale produttore mondiale, dovrebbe registrare una ripresa rispetto agli anni peggiori, grazie a piogge più regolari nella regione andalusa. Tunisia e Grecia mostrano segnali simili, ma l’Italia rimane penalizzata da condizioni meteo sfavorevoli e da una struttura produttiva frammentata.

Nonostante i segnali positivi a livello europeo, gli esperti escludono un ritorno a prezzi pre-2020. I costi di produzione, la scarsità di manodopera agricola e i rincari energetici mantengono alta la soglia minima per i listini al pubblico. Le famiglie italiane dovranno quindi convivere con una nuova normalità in cui l’olio di qualità costa caro, ma può essere scelto con maggiore consapevolezza.

Dalle analisi emergono anche nuove tendenze nel comportamento d’acquisto: cresce l’interesse per l’olio sfuso venduto nei frantoi locali, spesso più economico e trasparente. Inoltre, le app per il tracciamento della filiera e i QR code interattivi stanno guadagnando terreno, dando più strumenti al consumatore per capire da dove arriva ciò che acquista.

Altroconsumo continuerà a monitorare il mercato con cadenza periodica, segnalando ai consumatori i prodotti più sicuri e affidabili. E già dal prossimo trimestre sono attesi nuovi test comparativi su lotti aggiornati, con focus sulla qualità delle olive e sulla tenuta degli standard nel tempo.

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