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Uova, il trucco “del rosso” per capire se sono buone prima di comprarle: questo non lo sa nessuno

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Uova, il trucco "del rosso" per capire se sono buone prima di comprarle: questo non lo sa nessuno - ledonnedelfood.it

Uova al supermercato: cosa indica il primo numero sull’etichetta e perché conta davvero

Quando acquistiamo le uova, l’attenzione si concentra quasi sempre sulla data di scadenza o sul colore del guscio. C’è però un elemento che passa inosservato e che, in realtà, racconta molto di più: il primo numero stampato sull’etichetta o direttamente sul guscio. Non è un dettaglio tecnico. È un codice stabilito dal Regolamento UE 589/2008, che impone un sistema di etichettatura uniforme in tutta l’Unione Europea.

Quel numero, che varia da 0 a 3, identifica il metodo di allevamento della gallina che ha deposto l’uovo. Non si tratta solo di una classificazione formale. È una vera carta d’identità dell’alimento. La modalità di allevamento influisce sulle condizioni di vita dell’animale, sulla dieta e, in parte, sulle caratteristiche nutrizionali dell’uovo, dal profilo lipidico alla qualità dell’albume. Comprendere questo codice consente di effettuare una scelta informata, già al momento dell’acquisto.

Il sistema è stato introdotto per garantire trasparenza al consumatore. Ogni uovo deve riportare un codice alfanumerico: la prima cifra indica l’allevamento, seguono la sigla dello Stato e il numero identificativo del produttore. È il primo numero, quello che compare subito, a fornire l’informazione più immediata.

Da 0 a 3: cosa racconta il codice sul metodo di allevamento

Il codice 0 identifica le uova da agricoltura biologica. In questo sistema le galline dispongono di spazi all’aperto, accesso a terreno naturale e alimentazione proveniente da agricoltura biologica certificata. Le norme europee stabiliscono densità ridotte negli allevamenti e limiti stringenti sull’uso di farmaci. L’esposizione alla luce solare e una dieta più varia possono influire sul contenuto di acidi grassi Omega-3, vitamina D e carotenoidi. Non si tratta di una promessa commerciale, ma di un effetto legato all’alimentazione e alle condizioni ambientali.

Il codice 1 indica le uova da allevamento all’aperto. Le galline vivono in capannoni ma hanno accesso quotidiano a spazi esterni per razzolare. Non sono soggette ai requisiti dell’agricoltura biologica, ma possono muoversi all’esterno durante il giorno. Il profilo nutrizionale tende a collocarsi in una fascia intermedia, con variazioni legate soprattutto alla composizione dei mangimi e al tempo trascorso all’aperto.

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Da 0 a 3: cosa racconta il codice sul metodo di allevamento – ledonnedelfood.it

Il codice 2 identifica le uova da allevamento a terra. Le galline non sono in gabbia e possono muoversi all’interno di strutture chiuse, dotate di nidi, posatoi e aree per il bagno di sabbia. Non hanno accesso all’esterno. L’ambiente è controllato e la dieta è standardizzata. Questo sistema, diffuso nella grande distribuzione, garantisce libertà di movimento rispetto alle gabbie tradizionali, ma resta confinato al chiuso.

Il codice 3 contraddistingue le uova da allevamento in gabbia. Le moderne gabbie sono state modificate nel tempo per rispettare standard minimi di benessere animale previsti dalla normativa europea. Le galline dispongono di spazi definiti, ma con libertà limitata rispetto ai sistemi all’aperto. La dieta è controllata e omogenea. Questo metodo è oggetto di dibattito per le implicazioni etiche e per l’impatto sulla variabilità nutrizionale del prodotto.

Il numero impresso sul guscio non esprime un giudizio, ma fornisce un’informazione oggettiva. Permette al consumatore di distinguere tra diverse modalità di produzione, già in fase di acquisto.

Metodo di allevamento, qualità nutrizionale e scelta consapevole

Le condizioni di vita della gallina incidono sulla composizione biochimica dell’uovo. Studi comparativi hanno evidenziato differenze nel profilo lipidico, nella concentrazione di Omega-3, nella presenza di vitamine liposolubili e nel contenuto di carotenoidi, elementi che influenzano anche il colore del tuorlo. Le uova provenienti da sistemi biologici o all’aperto possono presentare un equilibrio più favorevole tra acidi grassi, legato alla maggiore varietà alimentare e all’accesso alla luce naturale.

Le uova da allevamento a terra o in gabbia restano alimenti di elevato valore nutrizionale. Sono fonti complete di proteine ad alto valore biologico, vitamine del gruppo B e minerali. Le differenze non trasformano l’uovo in un alimento diverso, ma possono incidere su parametri specifici. La consistenza dell’albume e l’intensità cromatica del tuorlo possono variare in base all’alimentazione.

Il codice 0, 1, 2 o 3 non riguarda la freschezza, che dipende dalla data di deposizione e dalla conservazione. Riguarda invece il sistema produttivo. È un’informazione regolamentata a livello europeo, inserita per garantire chiarezza lungo la filiera.

Nel contesto attuale, in cui la provenienza degli alimenti e il benessere animale sono oggetto di attenzione crescente, il primo numero dell’etichetta assume un significato concreto. Non è un simbolo decorativo. È un dato normativo che consente di valutare il metodo di allevamento e, indirettamente, alcuni aspetti qualitativi del prodotto.

Al supermercato, davanti allo scaffale delle uova, basta leggere quella cifra per conoscere l’origine del sistema produttivo. Un gesto rapido, già. Eppure fornisce elementi utili per una scelta coerente con le proprie esigenze alimentari e con le proprie valutazioni etiche.

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