Il progetto italiano New Vineyard. Il 29 gennaio scorso è stato presentato New Vineyard, un nuovo progetto che si pone un duplice obiettivo: migliorare la produzione di uve biologiche e ridurre l’impatto ambientale dei vigneti tramite l’introduzione di nuovi sistemi di allevamento della vite e l’adozione di nuove tecniche di gestione del suolo.

Il riscaldamento globale sta portando a una progressiva diminuzione dell’acidità delle uve, dovuta ad esempio alle scottature per l’eccesso di luce e di temperatura sugli acini, e ad una perdita della parte vitale del suolo. Non solo, la frequenza di fenomeni meteorologici estremi, come nel caso di forti grandinate, minaccia di compromettere sempre più spesso la produzione dei vigneti in vigneto.

Per prevenire questi possibili danni il progetto New Vineyard sperimenterà un nuovo sistema di allevamento della vite, in cui la chioma sarà caratterizzata da una bassa parete verticale che contribuirà a rallentare la maturazione degli acini, e verranno valutati gli effetti di reti schermanti per proteggere i grappoli da eventuali grandinate e scottature. Per quanto riguarda il suolo, invece, si lavorerà all’inerbimento controllatoa strisce (Strip cover), che prevede la semina di essenze diverse nell’interfila rispetto al sottofila, in cui si concentrano la maggior parte delle radici della vite. Questo contribuirà a diminuire l’impatto ambientale sia attraverso il contenimento dei fenomeni erosivi, sia limitando l’impiego dei mezzi meccanici e il consumo di combustibili. In questo modo, il suolo del vigneto risulterà migliore e arricchito di sostanza organica e di azoto.

New Vineyard è un progetto della durata di 36 mesi ed è finanziato dalla RegioneMarche tramite il Bando “Sostegno alla creazione e al funzionamento di Gruppi Operativi del PEI – Sottomisura 16.1 Azione 2” Annualità 2018 – PSR Marche 2014/2020 (fondi FEASR). Il Gruppo Operativo vede la partecipazione di 5 partnertraaziende e mondo accademico: Az. Agricola Fattoria Nannì di Cantori Roberto (capofila), Az. Agricola di Edoardo Dottori, Università Politecnica delle Marche, Marca di Ancona-CIA e Arca Srl Benefit. Arca Srl Benefit promuoverà il progetto sui propri canali social e sul sito web arca.bio aggiornando sugli sviluppi e sui risultati ottenuti nei vigneti nell’arco di questi tre anni.

Gli agronomi di AGCO scendono in campo per il sequestro di carbonio.

Il mercato dei crediti di carbonio sta crescendo ed è una vera opportunità perché oltre a favorire la sostenibilità ambientale contribuisce alla sostenibilità economica degli agricoltori. Per questo motivo anche AGCO, leader nella progettazione, produzione e distribuzione di macchine e soluzioni agricole, sta conducendo test di ricerca agronomica e dimostrazioni sul campo per aiutare concretamente gli agricoltori, con soluzioni e tecnologie mirate, a migliorare la loro capacità di effettuare il sequestro del carbonio nel suolo.

La possibilità di guadagnare attraverso i crediti di carbonio incentiva l’adozione, gli investimenti e l’innovazione per il miglioramento del nostro clima”, ha affermato Louisa Parker-Smith, Global Sustainability Director di AGCO. “Stiamo intraprendendo questa ricerca per aiutare gli agricoltori a impostare un percorso chiaro affinché riescano a sfruttare con successo il potenziale di reddito e i benefici climatici del sequestro biologico del carbonio attraverso pratiche di agricoltura rigenerativa”, ha affermato Darren Goebel, Global Agronomy and Farm Solutions Director di AGCO. “Siamo fiduciosi che queste prove aiuteranno ad  introdurre queste pratiche nei sistemi di coltivazione esistenti in modo semplice e vantaggioso”.

Il team Global Agronomy di AGCO sta collaborando con molti diversi attori tra cui la Martin Richenhagen Future Farm in Zambia, in Africa, e la Swiss Future Farm a Tänikon, in Svizzera. Gli studi si propongono di individuare le migliori pratiche di cover crops (prima, durante o dopo il raccolto) e la selezione delle specie e dei sistemi di lavorazione per massimizzare il sequestro di carbonio e serviranno a sviluppare nuove tecnologie a supporto.

In alto, il vigneto dell’azienda agricola di Edoardo Dottori; sotto, un’immagine di due tipi di cover crops di un campo vicino a Fargo, North Dakota.

Immagine di AGCO

Alessandra Apicella

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