Idee di innovazione

Cibo sostenibile e proteine alternative, per tutti: in Svizzera tre Big uniscono le forze

Nasce il Cultured Food Innovation Hub, un’azienda autonoma e indipendente interamente di proprietà di Givaudan, Bühler e Migros. Fornirà strutture e conoscenze ad altre aziende per favorire la produzione di carne, pesce e frutti di mare coltivati utilizzando metodologie e soluzioni di fermentazione avanzate.

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Specie selvatiche e minacce: in California c’è un nuovo sistema di allerta

Dall’avvelenamento da acido domoico degli uccelli marini al cimurro canino nei procioni, la fauna selvatica deve affrontare una nuova varietà di minacce e malattie. Ma se la loro vita è sicuramente in pericolo ci sono possibili rischi anche per la salute degli esseri umani e degli animali domestici dal momento che l’ambiente ormai è sempre più condiviso. Per questo in California è stato creato un nuovo strumento in grado di inviare segnali di allerta alle agenzie preposte in base all’analisi dei dati che vengono regolarmente raccolti nel Wildlife Rehabilitation Medical Database (WRMD) .

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PGIP, la proteina che può proteggere le piante dai funghi

Uno studio condotto da ingegneri e fitopatologi della UC Riverside apre nuove prospettive per la difesa naturale della pianta: i ricercatori hanno trovato il modo di produrre una proteina che impedisce ai funghi di abbattere le pareti cellulari, inibendo il processo di infezione. L’applicazione di questo peptide derivato da proteine vegetali naturali avrebbe un impatto minimo sull’ecologia delle piante e dei microbi.

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Dai sottoprodotti dell’industria alimentare nascono nuovi biopolimeri conduttivi

Per creare nuovi biopolimeri “le implicazioni economiche sono fondamentali ed è molto importante abbassare i costi dei processi di produzione in modo che diano un prodotto competitivo, anche in termini di prezzo, rispetto ai polimeri a base di petrolio, e fortunatamente ci siamo riusciti. A ciò si aggiunge la riduzione dei danni ambientali sia in fase di produzione che durante l’utilizzo.” Questo il commento di Nadav Amdursky, capo del laboratorio di biopolimeri e bioelettronica del Technion che ha coordinato il progetto di ricerca.

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CRISPR, una nuova applicazione innovativa per far crescere il “talento” delle piante

CRISPR? In genere si abbina all’idea di “forbici molecolari” in grado di tagliare il DNA, ma una nuova versione, in cui è disattivata la capacità di tagliare, si concentra sulla capacità di reclutare proteine per attivare specifici geni particolarmente interessanti e legarli a determinati segmenti di DNA.

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Biocarburanti sostenibili in dirittura d’arrivo?

La tecnologia HTL messa a punto dal progetto europeo HyFlexFuel, può sfruttare una grande quantità e varietà di risorse per produrre biocarburanti avanzati, dai combustibili per uso marittimo al cherosene. È inoltre perfettamente sostenibile perché non è competizione con la produzione di alimenti e mangimi e contemporaneamente ricicla in modo ottimale i flussi di rifiuti.

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Alla ricerca di materiali intrinsecamente circolari, notizie da Wageningen

“Il punto di partenza per lo sviluppo del prodotto dovrebbe essere la valutazione dell’impatto che quel prodotto ha e avrà sull’ambiente. Dovremmo considerare come utilizziamo le nostre risorse, come possono essere riutilizzate al meglio e se i materiali sono sicuri. Tuttavia, questo non viene fatto spesso, la responsabilità dei rifiuti è della società e non del produttore. In futuro, quindi, si spera che si estenda la responsabilità del produttore, dalla scelta del materiale, alla sua raccolta, al riutilizzo” afferma Christiaan Bolck, responsabile del programma Renewable Materials presso Wageningen Food & Biobased Research.

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Rosemarie, cosa c’è dietro una varietà di mais Pioneer/Corteva?

A Gadesco vicino a Cremona, c’è il Centro di Ricerca di Pioneer che fa parte di Agriscience. Da qui vengono coordinati il sito nursery, dove vengono ospitate le linee di mais selezionate che poi verranno incrociate per ottenere gli ibridi, e i siti Yield Trials, campi in cui le nuove varietà vengono testate in condizioni pedoclimatiche e ambientali diverse. Il centro italiano lavora in sinergia con altre 200 stazioni di ricerca in tutto il mondo. A guidare questo centro di Ricerca speciale è una donna, Rosemarie Balestreri, Research Scientist/Operation Leader.

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