Idee di innovazione

PGIP, la proteina che può proteggere le piante dai funghi

Uno studio condotto da ingegneri e fitopatologi della UC Riverside apre nuove prospettive per la difesa naturale della pianta: i ricercatori hanno trovato il modo di produrre una proteina che impedisce ai funghi di abbattere le pareti cellulari, inibendo il processo di infezione. L’applicazione di questo peptide derivato da proteine vegetali naturali avrebbe un impatto minimo sull’ecologia delle piante e dei microbi.

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Dai sottoprodotti dell’industria alimentare nascono nuovi biopolimeri conduttivi

Per creare nuovi biopolimeri “le implicazioni economiche sono fondamentali ed è molto importante abbassare i costi dei processi di produzione in modo che diano un prodotto competitivo, anche in termini di prezzo, rispetto ai polimeri a base di petrolio, e fortunatamente ci siamo riusciti. A ciò si aggiunge la riduzione dei danni ambientali sia in fase di produzione che durante l’utilizzo.” Questo il commento di Nadav Amdursky, capo del laboratorio di biopolimeri e bioelettronica del Technion che ha coordinato il progetto di ricerca.

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CRISPR, una nuova applicazione innovativa per far crescere il “talento” delle piante

CRISPR? In genere si abbina all’idea di “forbici molecolari” in grado di tagliare il DNA, ma una nuova versione, in cui è disattivata la capacità di tagliare, si concentra sulla capacità di reclutare proteine per attivare specifici geni particolarmente interessanti e legarli a determinati segmenti di DNA.

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Biocarburanti sostenibili in dirittura d’arrivo?

La tecnologia HTL messa a punto dal progetto europeo HyFlexFuel, può sfruttare una grande quantità e varietà di risorse per produrre biocarburanti avanzati, dai combustibili per uso marittimo al cherosene. È inoltre perfettamente sostenibile perché non è competizione con la produzione di alimenti e mangimi e contemporaneamente ricicla in modo ottimale i flussi di rifiuti.

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Alla ricerca di materiali intrinsecamente circolari, notizie da Wageningen

“Il punto di partenza per lo sviluppo del prodotto dovrebbe essere la valutazione dell’impatto che quel prodotto ha e avrà sull’ambiente. Dovremmo considerare come utilizziamo le nostre risorse, come possono essere riutilizzate al meglio e se i materiali sono sicuri. Tuttavia, questo non viene fatto spesso, la responsabilità dei rifiuti è della società e non del produttore. In futuro, quindi, si spera che si estenda la responsabilità del produttore, dalla scelta del materiale, alla sua raccolta, al riutilizzo” afferma Christiaan Bolck, responsabile del programma Renewable Materials presso Wageningen Food & Biobased Research.

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Rosemarie, cosa c’è dietro una varietà di mais Pioneer/Corteva?

A Gadesco vicino a Cremona, c’è il Centro di Ricerca di Pioneer che fa parte di Agriscience. Da qui vengono coordinati il sito nursery, dove vengono ospitate le linee di mais selezionate che poi verranno incrociate per ottenere gli ibridi, e i siti Yield Trials, campi in cui le nuove varietà vengono testate in condizioni pedoclimatiche e ambientali diverse. Il centro italiano lavora in sinergia con altre 200 stazioni di ricerca in tutto il mondo. A guidare questo centro di Ricerca speciale è una donna, Rosemarie Balestreri, Research Scientist/Operation Leader.

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Lezioni dal passato, il caso dell’anguria

Il più probabile progenitore dell’anguria, il melone Kordofan era resistente alle malattie e dolce. Secondo uno studio dell’Università di Sheffield la perdita di alcuni geni che rendeva queste piante resistenti si è verificato durante il processo di addomesticamento. Dunque, le analisi genetiche del melone del Kordofan possono consentire di produrre angurie più resistenti alle malattie e di ridurre l’uso di pesticidi.

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Piante e radici, il valore di alcuni geni che determinano la resistenza alla siccità

Le radici sono fondamentali per lo sviluppo di una pianta e alcuni loro geni condizionano la capacità della pianta stessa di resistere alla siccità e ad altri stress. Uno studio di un team di esperti di biologia vegetale dell’Università della California ha individuato alcuni dati genetici che potranno aiutare a creare colture alimentari in grado di sopravvivere agli effetti del riscaldamento globale. Nuove frontiere per il breeding.

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Dal DNA, informazioni sulla storia e indicazioni per il futuro. La lattuga insegna

Seimila anni fa la lattuga era coltivata per estrarre l’olio dai suoi semi poi a partire dagli antichi greci e romani è stata utilizzata come vero e proprio alimento fino ad arrivare alle varietà attuali. Il DNA racconta anni e anni di breeding ma fa scoprire anche geni sconosciuti che potrebbero servire per ottenere più velocemente varietà più resistenti ai cambiamenti climatici e alle malattie. Questi i primi risultati di uno studio condotto dall’Università di Wageningen con la collaborazione del Beijing Genomics Istitute.

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Il viaggio di Camilla all’insegna della bioeconomia

Dal progetto internazionale MEDCLIV (MEDiterranean CLimate Vine and Wine Ecosystem), che si propone di condividere conoscenze e soluzioni per mitigare gli effetti del riscaldamento globale nella viticoltura europea, allo studio delle infinite potenzialità degli insetti, la ricercatrice Camilla Chieco è impegnata in prima linea sul fronte della sostenibilità. Camilla, infatti, lavora all’IBE del CNR, l’Istituto per la BioEconomia del famoso Consiglio Nazionale delle Ricerche, e non ha dubbi: sono tanti, a portata di mano e a volte sorprendenti, i percorsi praticabili per rendere la nostra vita e la nostra economia più sostenibili.

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