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Betulla e il suo impegno in difesa degli ecosistemi marini

“I pesci non conoscono confini e i cambiamenti climatici stanno modificando e modificheranno ulteriormente gli ecosistemi e la sfida è riuscire a produrre cibo per una popolazione in crescita…dunque recuperare la biodiversità è un percorso inevitabile e deve essere un processo globale. E la collaborazione è l’autostrada più veloce per raggiungere la meta.” È questo l’impegno quotidiano di Elisabetta Betulla Morello che fa parte del GFCM, General Fisheries Commission for the Mediterranean, l’organismo creato dalla FAO per tutelare l’uso sostenibile e la conservazione delle risorse marine nel Mediterraneo e nel Mar Nero.

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Alice e il ritorno delle meraviglie

Alice Cerutti nella sua Cascina Oschiena coltiva varietà di riso autentiche, storiche e certificate. Ma ha deciso anche di piantare oltre 5000 alberi e arbusti, ha creato zone umide per favorire la ricomparsa della biodiversità, ha rinunciato a un quarto della sua superficie coltivata e l’ha convertita in un Oasi Naturale. Il suo credo? Non basta più conservare, è il momento di restituire alla Natura”.

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Alimentazione, l’innovazione che nasce dalle origini

I fagioli delle Asturie, le mandorle del Marocco e lenticchie rosse italiane diventano oggetto di uno studio articolato per valorizzarne le proprietà e arrivare a creare nuovi alimenti e nuove farine. È questo l’obiettivo del progetto LOCALNUTLEG, guidato dall’IRTA, Institute of Agrifood Research and Technology.

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Il ruolo chiave dell’alimentazione, i giovani stanno diventando più consapevoli?

C’è un rinnovato interesse per l’alimentazione come requisito determinante per la salute ed il benessere e i giovani sono particolarmente sensibili al tema anche se spesso non hanno le nozioni fondamentali per interpretare correttamente il valore nutrizionale degli alimenti. Questo è quanto emerge da uno studio realizzato con la collaborazione del CREA e da una ricerca condotta dal Max Planck Institute for Human Development e dall’Università di Aarhus.

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Cibo sostenibile, le accelerazioni nordiche

Dalle proteine alternative ottenute dalla lavorazione delle larve degli insetti a nuovi fertilizzanti ottenuti da uno speciale trattamento delle batterie alcaline per arrivare nuove soluzioni sofisticate basate su tecnologie di machine learning per accelerare il breeding. Queste alcune delle innovazioni presentate dalle startup che hanno completato il programma di accelerazione curato dall’EIT FAN Nordic Hub, è uno dei sei protagonisti dello European Food Accelerator Network (FAN).

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Acqua, agricoltura, fenomeni meteorologici: in Catalogna parte una task force di scienziati, e di tecnologie

Quest’estate equipe di scienziati della NASA, dell’Agenzia spaziale europea, del France’s National Centre for Meteorological Research (CNRM) e di altre organizzazioni internazionali lavoreranno insieme a Pla d’Urgell, in Catalogna: comprendere le dinamiche e migliorare i modelli previsionali relativi all’evaporazione dell’acqua e alle precipitazioni in ambienti semi-aridi. Un progetto locale con evidenti implicazioni su scala globale in vista dei cambiamenti climatici.

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Biodiversità e uccelli, l’allarme degli scienziati del Max Planck Institute

In Germania molti uccelli che sono stati osservati solo alcuni anni fa si sono estinti, ma si sta assistendo anche a una drastica diminuzione delle popolazioni, un fenomeno che comporta anche la perdita della cosiddetta biodiversità genetica. In occasione della presentazione dell’ultima lista rossa – Red List of Breeding Birds – alcuni scienziati del Max Planck Institute sollecitano interventi strutturali e nazionali per la conservazione degli uccelli.

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Grazie a un batterio, il pane scartato diventa una nuova fonte di risorse

Lo spreco alimentare è un problema pratico ed etico ovunque ma negli Stati Uniti, secondo l’Agenzia per la protezione dell’ambiente, nel 2018 il cibo ha rappresentato oltre il 21% (63 milioni di tonnellate) dei rifiuti urbani. Una parte significativa di questi rifiuti è costituita da pane, panini e altri prodotti da forno, che in parte vengono somministrati al bestiame come fonte di carboidrati e proteine, ma in parte vengono gettati via.

A questo proposito, un team dell’Agricultural Research Service, che ha sede a Peoria, nell’Illinois, ha messo a punto una metodologia per utilizzare i batteri e convertire il glucosio (zucchero) presente nei rifiuti del pane in un composto come 2KGA (acido 2-cheto-D-gluconico), che può dar vita a molti composti preziosi come l’acido ascorbico (vitamina C), utilizzato in alimenti e bevande, integratori e prodotti farmaceutici e per la cura personale.

Il batterio utilizzato è Pseudomonas reptilivora ed è stato recuperato dall’ARS Culture Collection che contiene circa 100.000 batteri e funghi isolati ed è una delle più grandi collezioni pubbliche di microrganismi al mondo. Aggiunto alla collezione negli anni ’40 e inizialmente considerato un contaminante indesiderato nelle procedure di fermentazione oggi il P. reptilivora si riscatta: diventa uno strumento utile per ridurre gli sprechi alimentari e per produrre prodotti utilizzabili in molti campi.
Secondo Saha, un chimico di ricerca con l’Unità di ricerca sulla bioenergia del centro, 2KGA è una “piattaforma chimica” che aiuta a sintetizzare grandi quantità di acido ascorbico, sali di acido ascorbico, acido eritorbico e altre sostanze utili per applicazioni alimentari e industriali. Esistono altri metodi per generare 2KGA, ma richiedono additivi come azoto, sali minerali e altri ingredienti costosi. Ora, invece, inserito in una miscela di acqua distillata ed enzimi, il P. reptilivora è una soluzione biologica per produrre 2KGA e per ridurre gli sprechi alimentari.

L’ARS Culture Collection è ospitata all’interno dell’Unità di ricerca sulla prevenzione delle micotossine e sulla microbiologia applicata presso l’ARS. La collezione è un importante punto di riferimento e una risorsa nazionale e internazionale per l’agricoltura, l’industria, la sicurezza alimentare, le biotecnologie, il bioterrorismo e la medicina. Solo l’anno scorso, l’ARS Culture Collection ha inviato più di 5.500 isolati batterici, rispondendo alle richieste provenienti dagli Stati Uniti e da altri 43 paesi e i suoi isolati sono stati citati in più di 48.000 pubblicazioni scientifiche e brevetti.

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