Agricoltura

PGIP, la proteina che può proteggere le piante dai funghi

Uno studio condotto da ingegneri e fitopatologi della UC Riverside apre nuove prospettive per la difesa naturale della pianta: i ricercatori hanno trovato il modo di produrre una proteina che impedisce ai funghi di abbattere le pareti cellulari, inibendo il processo di infezione. L’applicazione di questo peptide derivato da proteine vegetali naturali avrebbe un impatto minimo sull’ecologia delle piante e dei microbi.

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CRISPR, una nuova applicazione innovativa per far crescere il “talento” delle piante

CRISPR? In genere si abbina all’idea di “forbici molecolari” in grado di tagliare il DNA, ma una nuova versione, in cui è disattivata la capacità di tagliare, si concentra sulla capacità di reclutare proteine per attivare specifici geni particolarmente interessanti e legarli a determinati segmenti di DNA.

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Biocarburanti sostenibili in dirittura d’arrivo?

La tecnologia HTL messa a punto dal progetto europeo HyFlexFuel, può sfruttare una grande quantità e varietà di risorse per produrre biocarburanti avanzati, dai combustibili per uso marittimo al cherosene. È inoltre perfettamente sostenibile perché non è competizione con la produzione di alimenti e mangimi e contemporaneamente ricicla in modo ottimale i flussi di rifiuti.

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Breeding, anche il genoma della cipolla non ha più segreti

La Ricerca rimane l’ancora di salvezza per il nostro futuro e a Wageningen è stato raggiunto un altro traguardo importante: i ricercatori pubblicheranno il genoma della cipolla uno dei più misteriosi e complessi nel mondo vegetale. Questo risultato scientifico concretamente si traduce in nuove prospettive per il breeding. Obiettivo: avere piante più resistenti e assicurarci il nostro cibo di domani.

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Grazie a un batterio, il pane scartato diventa una nuova fonte di risorse

Lo spreco alimentare è un problema pratico ed etico ovunque ma negli Stati Uniti, secondo l’Agenzia per la protezione dell’ambiente, nel 2018 il cibo ha rappresentato oltre il 21% (63 milioni di tonnellate) dei rifiuti urbani. Una parte significativa di questi rifiuti è costituita da pane, panini e altri prodotti da forno, che in parte vengono somministrati al bestiame come fonte di carboidrati e proteine, ma in parte vengono gettati via.

A questo proposito, un team dell’Agricultural Research Service, che ha sede a Peoria, nell’Illinois, ha messo a punto una metodologia per utilizzare i batteri e convertire il glucosio (zucchero) presente nei rifiuti del pane in un composto come 2KGA (acido 2-cheto-D-gluconico), che può dar vita a molti composti preziosi come l’acido ascorbico (vitamina C), utilizzato in alimenti e bevande, integratori e prodotti farmaceutici e per la cura personale.

Il batterio utilizzato è Pseudomonas reptilivora ed è stato recuperato dall’ARS Culture Collection che contiene circa 100.000 batteri e funghi isolati ed è una delle più grandi collezioni pubbliche di microrganismi al mondo. Aggiunto alla collezione negli anni ’40 e inizialmente considerato un contaminante indesiderato nelle procedure di fermentazione oggi il P. reptilivora si riscatta: diventa uno strumento utile per ridurre gli sprechi alimentari e per produrre prodotti utilizzabili in molti campi.
Secondo Saha, un chimico di ricerca con l’Unità di ricerca sulla bioenergia del centro, 2KGA è una “piattaforma chimica” che aiuta a sintetizzare grandi quantità di acido ascorbico, sali di acido ascorbico, acido eritorbico e altre sostanze utili per applicazioni alimentari e industriali. Esistono altri metodi per generare 2KGA, ma richiedono additivi come azoto, sali minerali e altri ingredienti costosi. Ora, invece, inserito in una miscela di acqua distillata ed enzimi, il P. reptilivora è una soluzione biologica per produrre 2KGA e per ridurre gli sprechi alimentari.

L’ARS Culture Collection è ospitata all’interno dell’Unità di ricerca sulla prevenzione delle micotossine e sulla microbiologia applicata presso l’ARS. La collezione è un importante punto di riferimento e una risorsa nazionale e internazionale per l’agricoltura, l’industria, la sicurezza alimentare, le biotecnologie, il bioterrorismo e la medicina. Solo l’anno scorso, l’ARS Culture Collection ha inviato più di 5.500 isolati batterici, rispondendo alle richieste provenienti dagli Stati Uniti e da altri 43 paesi e i suoi isolati sono stati citati in più di 48.000 pubblicazioni scientifiche e brevetti.

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Rosemarie, cosa c’è dietro una varietà di mais Pioneer/Corteva?

A Gadesco vicino a Cremona, c’è il Centro di Ricerca di Pioneer che fa parte di Agriscience. Da qui vengono coordinati il sito nursery, dove vengono ospitate le linee di mais selezionate che poi verranno incrociate per ottenere gli ibridi, e i siti Yield Trials, campi in cui le nuove varietà vengono testate in condizioni pedoclimatiche e ambientali diverse. Il centro italiano lavora in sinergia con altre 200 stazioni di ricerca in tutto il mondo. A guidare questo centro di Ricerca speciale è una donna, Rosemarie Balestreri, Research Scientist/Operation Leader.

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Il viaggio inarrestabile delle microplastiche, anche dal campo alla tavola

Uno studio dell’Università della California Los Angeles solleva una preoccupazione sulla composizione di alcuni fertilizzanti che provengono dagli impianti di trattamento delle acque reflue, i biosolidi: potrebbero contenere una quantità di microplastiche superiore al previsto. Secondo i ricercatori non è un allarme ma un tema che merita ulteriori indagini.

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Lezioni dal passato, il caso dell’anguria

Il più probabile progenitore dell’anguria, il melone Kordofan era resistente alle malattie e dolce. Secondo uno studio dell’Università di Sheffield la perdita di alcuni geni che rendeva queste piante resistenti si è verificato durante il processo di addomesticamento. Dunque, le analisi genetiche del melone del Kordofan possono consentire di produrre angurie più resistenti alle malattie e di ridurre l’uso di pesticidi.

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