Agricoltura

Rosemarie, cosa c’è dietro una varietà di mais Pioneer/Corteva?

A Gadesco vicino a Cremona, c’è il Centro di Ricerca di Pioneer che fa parte di Agriscience. Da qui vengono coordinati il sito nursery, dove vengono ospitate le linee di mais selezionate che poi verranno incrociate per ottenere gli ibridi, e i siti Yield Trials, campi in cui le nuove varietà vengono testate in condizioni pedoclimatiche e ambientali diverse. Il centro italiano lavora in sinergia con altre 200 stazioni di ricerca in tutto il mondo. A guidare questo centro di Ricerca speciale è una donna, Rosemarie Balestreri, Research Scientist/Operation Leader.

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Il viaggio inarrestabile delle microplastiche, anche dal campo alla tavola

Uno studio dell’Università della California Los Angeles solleva una preoccupazione sulla composizione di alcuni fertilizzanti che provengono dagli impianti di trattamento delle acque reflue, i biosolidi: potrebbero contenere una quantità di microplastiche superiore al previsto. Secondo i ricercatori non è un allarme ma un tema che merita ulteriori indagini.

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Lezioni dal passato, il caso dell’anguria

Il più probabile progenitore dell’anguria, il melone Kordofan era resistente alle malattie e dolce. Secondo uno studio dell’Università di Sheffield la perdita di alcuni geni che rendeva queste piante resistenti si è verificato durante il processo di addomesticamento. Dunque, le analisi genetiche del melone del Kordofan possono consentire di produrre angurie più resistenti alle malattie e di ridurre l’uso di pesticidi.

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Piante e radici, il valore di alcuni geni che determinano la resistenza alla siccità

Le radici sono fondamentali per lo sviluppo di una pianta e alcuni loro geni condizionano la capacità della pianta stessa di resistere alla siccità e ad altri stress. Uno studio di un team di esperti di biologia vegetale dell’Università della California ha individuato alcuni dati genetici che potranno aiutare a creare colture alimentari in grado di sopravvivere agli effetti del riscaldamento globale. Nuove frontiere per il breeding.

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Dal DNA, informazioni sulla storia e indicazioni per il futuro. La lattuga insegna

Seimila anni fa la lattuga era coltivata per estrarre l’olio dai suoi semi poi a partire dagli antichi greci e romani è stata utilizzata come vero e proprio alimento fino ad arrivare alle varietà attuali. Il DNA racconta anni e anni di breeding ma fa scoprire anche geni sconosciuti che potrebbero servire per ottenere più velocemente varietà più resistenti ai cambiamenti climatici e alle malattie. Questi i primi risultati di uno studio condotto dall’Università di Wageningen con la collaborazione del Beijing Genomics Istitute.

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Made in Italy, logistica e sostenibilità. Spunti di riflessione

Alcune considerazioni sulla logistica di Olga Simeoni, avvocato e consigliere d’amministrazione del CAR. Le sue valutazioni, basate su conoscenze dirette e dati precisi, suggeriscono una strategia all’insegna dell’ottimizzazione, della valorizzazione e del coordinamento delle infrastrutture già esistenti. Un percorso realisticamente praticabile che aumenterebbe l’efficienza della logistica salvaguardando gli equilibri ambientali, economici e sociali dei nostri territori.

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Viticoltura: la biodiversità del suolo, un valore da conoscere meglio e da far conoscere di più

Conoscere meglio il livello di biodiversità del suolo può essere un fattore importante, utile anche per comunicare la qualità e l’origine delle nostre produzioni d’eccellenza. Il progetto BEST – Biofertilità dei suoli nel vigneto (Biodiversity in vinEyard agro-ecoSysTems), condotto da ricercatori dell’Università degli Studi di Milano (UniMI), Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali e da esperti di Corteva Italia, utilizza un nuovo approccio e nuove tecniche innovative per individuare le correlazioni tra biodiversità, parametri chimico-fisici dei suoli e pratiche agronomiche.

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