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Cibo sostenibile e proteine alternative, per tutti: in Svizzera tre Big uniscono le forze

Nasce il Cultured Food Innovation Hub, un’azienda autonoma e indipendente interamente di proprietà di Givaudan, Bühler e Migros. Fornirà strutture e conoscenze ad altre aziende per favorire la produzione di carne, pesce e frutti di mare coltivati utilizzando metodologie e soluzioni di fermentazione avanzate.

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Specie selvatiche e minacce: in California c’è un nuovo sistema di allerta

Dall’avvelenamento da acido domoico degli uccelli marini al cimurro canino nei procioni, la fauna selvatica deve affrontare una nuova varietà di minacce e malattie. Ma se la loro vita è sicuramente in pericolo ci sono possibili rischi anche per la salute degli esseri umani e degli animali domestici dal momento che l’ambiente ormai è sempre più condiviso. Per questo in California è stato creato un nuovo strumento in grado di inviare segnali di allerta alle agenzie preposte in base all’analisi dei dati che vengono regolarmente raccolti nel Wildlife Rehabilitation Medical Database (WRMD) .

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Dai sottoprodotti dell’industria alimentare nascono nuovi biopolimeri conduttivi

Per creare nuovi biopolimeri “le implicazioni economiche sono fondamentali ed è molto importante abbassare i costi dei processi di produzione in modo che diano un prodotto competitivo, anche in termini di prezzo, rispetto ai polimeri a base di petrolio, e fortunatamente ci siamo riusciti. A ciò si aggiunge la riduzione dei danni ambientali sia in fase di produzione che durante l’utilizzo.” Questo il commento di Nadav Amdursky, capo del laboratorio di biopolimeri e bioelettronica del Technion che ha coordinato il progetto di ricerca.

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Breeding, anche il genoma della cipolla non ha più segreti

La Ricerca rimane l’ancora di salvezza per il nostro futuro e a Wageningen è stato raggiunto un altro traguardo importante: i ricercatori pubblicheranno il genoma della cipolla uno dei più misteriosi e complessi nel mondo vegetale. Questo risultato scientifico concretamente si traduce in nuove prospettive per il breeding. Obiettivo: avere piante più resistenti e assicurarci il nostro cibo di domani.

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Grazie a un batterio, il pane scartato diventa una nuova fonte di risorse

Lo spreco alimentare è un problema pratico ed etico ovunque ma negli Stati Uniti, secondo l’Agenzia per la protezione dell’ambiente, nel 2018 il cibo ha rappresentato oltre il 21% (63 milioni di tonnellate) dei rifiuti urbani. Una parte significativa di questi rifiuti è costituita da pane, panini e altri prodotti da forno, che in parte vengono somministrati al bestiame come fonte di carboidrati e proteine, ma in parte vengono gettati via.

A questo proposito, un team dell’Agricultural Research Service, che ha sede a Peoria, nell’Illinois, ha messo a punto una metodologia per utilizzare i batteri e convertire il glucosio (zucchero) presente nei rifiuti del pane in un composto come 2KGA (acido 2-cheto-D-gluconico), che può dar vita a molti composti preziosi come l’acido ascorbico (vitamina C), utilizzato in alimenti e bevande, integratori e prodotti farmaceutici e per la cura personale.

Il batterio utilizzato è Pseudomonas reptilivora ed è stato recuperato dall’ARS Culture Collection che contiene circa 100.000 batteri e funghi isolati ed è una delle più grandi collezioni pubbliche di microrganismi al mondo. Aggiunto alla collezione negli anni ’40 e inizialmente considerato un contaminante indesiderato nelle procedure di fermentazione oggi il P. reptilivora si riscatta: diventa uno strumento utile per ridurre gli sprechi alimentari e per produrre prodotti utilizzabili in molti campi.
Secondo Saha, un chimico di ricerca con l’Unità di ricerca sulla bioenergia del centro, 2KGA è una “piattaforma chimica” che aiuta a sintetizzare grandi quantità di acido ascorbico, sali di acido ascorbico, acido eritorbico e altre sostanze utili per applicazioni alimentari e industriali. Esistono altri metodi per generare 2KGA, ma richiedono additivi come azoto, sali minerali e altri ingredienti costosi. Ora, invece, inserito in una miscela di acqua distillata ed enzimi, il P. reptilivora è una soluzione biologica per produrre 2KGA e per ridurre gli sprechi alimentari.

L’ARS Culture Collection è ospitata all’interno dell’Unità di ricerca sulla prevenzione delle micotossine e sulla microbiologia applicata presso l’ARS. La collezione è un importante punto di riferimento e una risorsa nazionale e internazionale per l’agricoltura, l’industria, la sicurezza alimentare, le biotecnologie, il bioterrorismo e la medicina. Solo l’anno scorso, l’ARS Culture Collection ha inviato più di 5.500 isolati batterici, rispondendo alle richieste provenienti dagli Stati Uniti e da altri 43 paesi e i suoi isolati sono stati citati in più di 48.000 pubblicazioni scientifiche e brevetti.

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Dove finisce la plastica? Nuovi calcoli sull’inquinamento degli oceani

Uno studio condotto presso l’Oeschger Center for Climate Change Research dell’Università di Berna fornisce nuove informazioni sulla presenza dei rifiuti di plastica negli oceani. La modellazione mostra che la maggior parte della plastica non finisce in mare aperto, ma rimane incagliata su spiagge o derive vicino alla costa.

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Lezioni dal passato, il caso dell’anguria

Il più probabile progenitore dell’anguria, il melone Kordofan era resistente alle malattie e dolce. Secondo uno studio dell’Università di Sheffield la perdita di alcuni geni che rendeva queste piante resistenti si è verificato durante il processo di addomesticamento. Dunque, le analisi genetiche del melone del Kordofan possono consentire di produrre angurie più resistenti alle malattie e di ridurre l’uso di pesticidi.

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